Amore ai tempi dell’interspazio
by LeChuck
Mass Effect 2 mi è passato davanti con la stessa velocità della temperatura primaverile della settimana scorsa, dopo una settimana era già finito tutto. Ma -e questo è un “ma” grosso come un macigno- il gioco è un capolavoro. Il guizzo di genio spetta agli oompa loompa di Bioware per essere riusciti a buttare nel cesso l’intero trattato delle regole per costruire un buon rpg di marca occidentale, e nonostante tutto essere riusciti a tirare fuori dal cilindro uno dei giochi più belli, completi e profondi che mi sia capitato di giocare neglio ultimi anni. Niente statistiche tra armi, armature, status, punti di attacco e altri parametri configurabili, solo Shepard al comando con la sua tutina in latex e la sua arma pronti a combattere orde di nemici. Confesso candidamente che ho tirato un sospiro di sollievo quando ho scoperto che nel loro repulisti di regole non hanno cestinato l’essenziale compendio di amore interrazziale/omo/eterosessuale, per tutti gli amanti delle belle avventure e dell’amore. Nel primo Mass Effect, io donna emancipata, avevo donato il mio cuore ad Ashley circa 5 minuti prima di tradirla ed ucciderla. Questa volta non ho saputo resistere al fascino blu di Garrus, anche se il mio cuore era completamente rivolto alla mia Kelly, splendida aiutante che mi hanno sottratto proprio quando ero sicuro di poterci fare qualcosa di importante (e se i video di youtube non sono fake, quel qualcosa era *davvero* qualcosa di mai visto)

